Let’s Cumbria!

Ora capisco molte cose: capisco Emily Bronte e la brughiera descritta in modo così sublime in “Cime tempestose”, capisco che cosa vedeva Beatrix Potter quando disegnava i suoi animaletti, voglio dire, se ti ritrovi in un ambiente simile, è normale che tu ti senta trascinato a scrivere ed immaginarti personaggi tipo Heathcliff (o ICcliff), ragazzi che panorami..da star lì incantati. E poi la compagnia ci metteva del suo e vai con balli scatenati dai Bee Gees ai tradizionali balli scozzesi rivisitati..sono state delle vacanze che mi hanno fatto dimenticare le cose negative, ho resettato completamente le scocciature del lavoro, ho riso, rotolato per i prati, assaggiato il whisky (solo per un fatto puramente curativo…avevo mal di gola), passeggiato tantissimo, attraversato bog (tipo le nostre risorgive, solo nella brughiera), giocato a crochet (come Alice nel Paese delle Meraviglie) e saltata a piè pari su dei cuscini di muschio.

Non mi ero imposta alcuna aspettativa per queste vacanze e forse per questo hanno avuto un effetto così positivo su di me, beh a dire il vero solo una cosa: entrare un tea room e spararmi un cream tea. Se dico che gli inglesi sono famosi per il rito del te, non dico niente di nuovo, ma voi dovete provare ad entrare in un tea room, e non un tea room di una grande città, ma di un piccolo paese. Lì riuscirete ad afferrare quello che è il concetto del rito del te per gli inglesi. La mia amica Stefania dice che non c’è soluzione ad un dolore (sia esso un lutto o un ginocchio sbucciato) che una tazza di te non possa risolvere ed è così…
Eravamo in un piccolo paese Hawkshead, paese di Beatrix Potter e ci siamo imbattuti in questo piccolo e grazioso tea room, adornato con cuscini ricamati a punto croce e teiere sparse ovunque qui e là..ordinato il cream tea che consiste nella tazza di te + un meraviglioso scone, un dolcetto che deve essere tagliato a metà e spalmato con 1. strato di burro, 2. strato di marmellata di fragole 3. clotted cream ovvero la panna, ma quella ottenuta dalla bollitura del latte, cosa che da noi qui in Italia è da quando ero bambina che non vedevo, quando la nonna andava a prendere il  latte dal vicino che aveva le mucche vere. Divino! Assaggiatelo e capirete tutto questo attaccamento al rito del tea.

Beh sempre in questo incantevole paesino abbiamo incontrato una libreria davvero graziosa e una mano illuminata (grazie Stefy!) mi ha consegnato questo libro “Clandestine Cake Club”. Bellissimo e qui apro una parentesi sulla concezione dei libri di cucina non italiani. Vi posso assicurare che cose del genere noi in Italia ce le sognamo (anche se a dire la verità qualcosa si sta muovendo): le copertine sono di colori pastello, sono invitanti, ma quell’invitante che dici ok, appena esco dalla libreria mi fiondo al supermercato a prendere il necessario per questa ricetta. Ragazzi, qua c’è cultura estetica, i geni della grafica sono senz’altro british, i disegni all’interno, la stessa carta utilizzata per le pagine, i font…i libri ti sanno di casa e di cucina felice, sono cosy…non so se rendo l’idea, sfogliandoli ti rendono felice e credo che per un libro illustrato sia il massimo! Chiudo parentesi.

Ritornando al libro mi ha colpito tantissimo per il titolo Clandestine Cake Club…mmmh e sfogliando le pagine ho scoperto che si tratta di una rete di piccoli club segreti sparpagliati in giro per il Regno Unito, ma si stanno diffondendo anche in altri stati. Lo scopo è quello di incontrarsi per discutere (e mangiare) torte e dolci, ma la location è rivelata poche ore prima dell’incontro. L’idea è di una signora inglese in pensione e visitando il sito internet, sono riportate le regole per fondare un cake club e una regola è “non parlare del club”..tipo Fight Club, solo che al posto di pugni e scazzottate qui si scambiano dolci e tips culinari.

Ho testato sul posto il libro e ne sono usciti due torte strepitose (delle quali però non ho foto…sorry!) e una terza che ho voluto fare una volta a casa. Si tratta della torta di mele del “Dorset Apple Cake”: ecco la ricetta.
Ingredienti: 450 g di mele, succo di mezzo limone, 225 g di burro a temperatura ambiente,
280 g di zucchero, 4 uova, 340 g di farina autolievitante, 2 cucchiaini di estratto di vaniglia, 2 cucchiai di zucchero di canna.
Preparazione: preriscaldate il forno a 190° e preparate una tortiera di 23 cm. Curate e tagliate le mele a fettine sottili, mettetele in un piatto fondo e versateci sopra il succo di mezzo limone per evitare che diventino scure.Mescolate assieme burro e zucchero fino ad ottenere una crema soffice e chiara. Aggiungete un uovo alla volta mescolando bene e aggiungendo all’ultimo uovo un cucchiaio di farina per evitare la formazione di grumi. Aggiungete l’estratto di vaniglia e poi aggiungete la farina rimanente. Versate metà della pasta nella tortiera, stendendola con un cucchiaio e metteteci sopra le fettine delle mele. Ripetete l’operazione con un altro strato di impasto e le mele rimanenti. Spolverate con i due cucchiai di zucchero di canna. Infornate per circa 1 ora o fino a quando la torta non diventa dorata. Fate la prova dello stecchino, se inserito al centro risulta asciutto, il vostro dolce è prontooo!

1 commento

  1. 21 ottobre 2013    

    Ciao Anna, piacere di conoscerti.
    Adoro quei paesaggi, quella pecorella lanosa e l’idea dei Clandestine Cake Club…che ce ne sia qualcuno anche in Italia? ;)

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